Ecco la Verità!

L’ennesimo caso in cui il PM, invece, che indagare sulle prove, archivia su 6 dischetti presenti, 4 sono stati APERTI E NON HANNO I SIGILLI, codici hash diversi dischetti che non si aprono e non si può effettuare l’ascolto
La legge è veramente uguale per tutti?

 

Mi Presento

Io, Carosiello Francesco, nasco da una famiglia di imprenditori nel settore dell’edilizia e dell’agricoltura. Intraprendo l’attività nel settore dell’edilizia, attuando ed eseguendo opere di rilievo anche pubblico. Negli anni procedo a effettuare vari investimenti in Italia e in Europa, occupandomi di consulenza aziendale con collaboratori e soci di minoranza. Al fine di prestare ai clienti servizi completi mi legavo, nel corso degli anni, in società con studi di commercialisti, studi notarili e legali.

“Dopo aver presentato clienti Mastertech a queste pseudo strutture autorizzate, in risposta alle loro promesse e in relazione ai loro “accordi” contrattuali, notarizzati da entrambe le parti (soggetti e strutture autorizzate), ho scoperto che tali soggetti avevano omesso tante verità. Tutto ciò mi ha portato a fare una serie di denunce.”
 

L’inizio dei problemi per Francesco

Tra il 2011 e il 2012, in risposta a una mia denuncia nei riguardi della Alliance Sim, che ha determinato la loro chiusura e l’apertura di procedimento penale contro gli stessi in Svizzera (in cui io ero denunciante e parte offesa insieme ad altri clienti), mi ritrovo coinvolto in un processo aperto a Torino e, poi, trasmesso a Milano. Coloro che hanno svolto le indagini hanno omesso di produrre la denuncia querela da me fatta contro Alliance Sim, da cui sarebbe stato desunto il distacco tra me e questi soggetti.

Nonostante la corposa documentazione posta e le dichiarazioni rese, venendo a conoscenza “di fatti ed impicci”, relativi alla formazione delle intercettazioni ed ai mancati accertamenti e riscontri, ho dovuto, per dimostrare la mia innocenza, proporre denunce querele, sia contro la GDF, sia contro magistrati della procura di Torino Milano e Brescia, oltre che contro un magistrato giudicante del tribunale di Milano.
 

La mancata trasparenza delle indagini

Il PM essendo venuto a conoscenza della mia denuncia contro Alliance Sim (non trasmessa tra gli atti di indagine dalla GF di Torino) ha continuato a perseguirmi, e, addirittura, ha considerato la mia denuncia per manomissione delle intercettazioni non reato. Non ha indagato, ritenendo che già sarebbe stato evidente che avevo torto. In realtà, dopo avere proposto denuncia contro il PM e dopo avere ottenuto dal GIP di Brescia l’imposizione del GIP di Brescia al PM di Brescia nell’ambito dell’indagine contro PM di Milano da me denunciato, di effettuare accertamenti sui dischetti, acquisendo dalla fonte server presso la procura di Torino, con nuove estrapolazione dei dati dal server, è emerso in sede accertamenti che i cd estratti dal server e quelli che si presumono parte del processo contro di me NON hanno gli stessi codici hash. I codici hash (secondo le dichiarazioni rese dalla GDF di Torino in sede di processo in Milano contro di me) sono quelli che scientificamente attestano la corrispondenza, e quindi la non modificazione, dei cd e dei dati. In questo caso però, essendo diversi i codici, vuol dire che vi è manomissione.
 

PM di Brescia: non riesce ad ascoltare le registrazioni e richiede l’archiviazione


La storia però sembra infinita. Il PM di Brescia, adesso, non riuscendo a effettuare la seconda parte degli accertamenti, e cioè l’ascolto audio dei cd, ha richiesto l’archiviazione. Io ho proposto opposizione all’archiviazione per innumerevoli motivi; il più eclatante è che il PM di Brescia non vuole considerare i dati emersi nel corso degli accertamenti che bastano ad evidenziare e provare la manomissione.
 

I cd con le intercettazioni non si aprono

Dagli accertamenti risulta che:
1) I cd non coincidono e sono manomessi essendo diversi i codici hash;
2) I cd non si aprono perché vi è stato UN PROPBLEMA (non so come chiamarlo, il mio avvocato parla di nullità) nell’estrapolazione dei dati dal server, nel corso della quale l’avvocato ed il consulente hanno effettuato eccezioni e rilievi al consulente del PM che, ad un certo punto, ci ha cacciato fuori in seno alle operazioni di estrapolazione, nonostante, per ordinanza del giudice, io, il legale e il consulente, AVESSIMO IL DIRITTO DI ESSERCI.

Il PM parla di assenza di password ma, come detto, anche il mio consulente ha eseguito tutte le operazioni peritali. Le password vi erano, il problema attiene ai cd e alla loro formattazione.

Comunque sia, si vuole chiudere un’indagine contro il PM anche se è stata accertata, tramite i codici hash, la diversità tra i cd e la impossibilità di aprire gli stessi.

Non è normale che un PM invece di indagare chieda l'archiviazione!

Se per assurdo si trattasse solo di impossibilità all’apertura occorrerebbe analizzare il motivo nello specifico. E se, come dice il PM, mancano le password, perché il PM di Milano non le ha e come mai la procura di Torino non risponde?

Il PM di Brescia anziché archiviare dovrebbe acquisire le password, imponendo la sua autorità di PM che sta indagando su chi detiene le password stesse: la Procura di Milano e la Procura di Torino!
 

Cambia il collegio e giustizia NON viene fatta

Devo dire che aveva fatto bene il precedente collegio di Milano che mi giudicava, siccome aveva riconosciuto il mio diritto ad accedere al server e, considerando il rilievo di quanto emerso su trascrizioni ed intercettazioni, aveva rinviato al 29.03.2018, al fine di decidere sulla sospensione del processo. Tuttavia a quell’udienza il collegio è cambiato, con nomina di un nuovo presidente che, con il primo atto, ha revocato tale ordinanza del precedente collegio, negando rilievo a quanto emerso sulle intercettazioni.

La mia difesa nel corso del processo da tale momento ha subito gravi limitazioni!

Aggiungo infine di essere in vari processi anche in tribunale a Milano e in tribunale a Palmi parte civile, in qualità di parte offesa per ipotesi di Fideiussioni farlocche.

Nel frattempo attendo l’udienza del 16.01.2020 davanti al GIP di Brescia per ottenere VERITA’ e GIUSTIZIA!

Ecco come sta andando...

Aggiornamenti al 05 Marzo 2020

 

Il giorno 05/03/2020 alle ore 09:30 il PM DR. Pappalardo conferisce l’incarico allo stesso consulente Marini Cesare, nonostante, la ricusazione e l’eccezioni di nullità presentata da parte mia e dal mio legale, l’avv. Giuseppina Iaria.

 Il dott Marini è colui che, come già indicato, ha concluso le precedenti operazioni ex art 360 cpp senza completarle per ciò che il GIP ha definito essere errore tecnico (per dolo e/o per incapacità). 

Il GIP, infatti, ha richiesto di fare nuovamente le operazioni ex art 360 cpp ed il PM dott. Pappalardo ha rinominato sempre il Marini, ma noi ci siamo opposti con ogni mezzo giuridico. Ma senza esito
Il Pm ha chiesto al consulente di non di effettuare l’operazione   ex art 360 cpp ma in via preliminare (e ritengo arbitaria e alquanto indicativa) di verificare se fosse possibile effettuare tale operazione estraendo dal server copia forense e mantenendo il server in funzionamento in esecuzione di tale operazione di estrazione. Il PM HA Messo le mani avanti: ha posto in via preventiva problemi.
Il PM Paventa, quindi, che l’operazione PER COME RICHIESTA DAL GIP, non possa essere eseguita

Ma cosa è CAMBIATO rispetto alla precedente operazione che è stata eseguita anche se male?

IL GIP Ha chiesto COPIA FORENSE, copia AG!!

ECCO COSA è CAMBIATO: IL GIP Ha CHIESTO ESTRAZIONE DAL SERVER presente presso la Procura della repubblica di Torino di COPIA CONFORME dei Dati presenti (se presenti) nello stesso (copia forense AG) E NON COPIA PG.
LA COPIA PG è una compilation di pezzi che vengono assemblati dalla pg (in genere per lavorarvi nella fase di indagine) Ergo, la copia pg non è trasposizione fedele dei files presenti nel server e tramite l’analisi della stessa non è possibile effettuare verifiche di tagli e manomissioni!
IL GIP, con il suo provvedimento, dà prova di capire DA COSA DERIVA l’ERRORE TECNICO menzionato da lui, errore che non ha consentito un ‘apertura dei cd, copia pg, che si pretendono  essere stati estratti dal server della Procura della Repubblica di Torino!! E DECIDE ED IMPONE PER ARRIVARE A CAPO DI TALE SITUAZIONE DI FAR ESTRARRE IN CONTRADDITTORIO LA COPIA FORENSE COPIA AG!!

COME RISPONDE a Ciò IL CONSULENTE DEL PM IN SEDE DI CONFERIMENTO INCARICO (N DATA 5.3.020)? 

Il consulente Marini ha detto, in sede di formulazione del quesito, che sarà impossibile rispondere al quesito postogli perché non sarà possibile estrarre la copia forense dal server della procura di Torino. Infatti, quelle estratte con le prime operazione svolte ex art 360 cpp non erano copia forense ma copie pg ed, inoltre, non aprivano!

Il MARINI, per come da provvedimento del PM, NON EFFETTUERA’ LE OPERAZIONI ex art 360 cpp MA DOVRA’ in data 19.3.020 presso il suo studio in Brescia chiamare IL GRUPPO AREA e verificare e risolvere tale preliminare problematica posta unilateralmente dl Pm.

DA CIO’ IN SINTESI EMERGE:
1- Che nel processo abbiamo avuto solo copie pg su cui non si potevano e possono, in quanto copie pg, verificarsi i tagli, modifiche o alterazioni;
2- che l’estrazione della copia nelle prime operazioni ex art 360 cpp non era stata fatta (per come dovuto) senza bloccare il funzionamento del server. 
VI è DA PARTE DEL PM Pappalardo e da parte del consulente Marini L’AMMISSIONE, PER IMPLICITO, che, nelle prime operazioni 360 cpp, il server è stato bloccato quando si sono estratti i cd.
 

Quanto ancora dobbiamo vedere prima di arrivare alla verità!!

Io e l’avv. Giuseppina Iaria ed il mio consulente in sede di precedenti operazioni peritali ex art 360 cpp avevamo eccepito che non vi era la prova del collegamento al server e che quelle copie non derivavano dal server e che non erano copia forense. 
il GIP, allora cosa fa?,  dispone nuove operazioni peritali ex art 360 cpp  chiedendo  ESTRAZIONE DI COPIA FORENSE IN CONTRADDITTORIO TRA LE parti !!
ED IL PM ED IL CONSULENTE ANTICIPANO PAVENTANDO CHE TALE OPERAZIONE NON POSSA ESSERE svolte!!


Nel frattempo il PM Pappalardo, nonostante richieste della mia difesa, non istruisce gli altri fascicoli   pendenti derivanti da mie denunce ed a lui assegnati, nemmeno quello originario basato sulla mia denuncia in cui affermavo che vi erano manomissione nelle intercettazioni, fascicolo proveniente dalla procura della Repubblica di Milano ed arrivato a lui per connessione!

 I FASCICOLI VENGONO SOLO RIPOSTI NELL’UFFICIO DEL PM MA sugli stessi non viene svolta alcuna attività di indagine e non viene adottato alcun provvedimento CON VIOLAZIONE dell’obbligo dell’esercizio dell’azione penale da parte del PM 

ABBIAMO CHIESTO AVOCAZIONE AL PROCURATORE GENERALE DELLA CORTE di Appello DI BRESCIA 
ATTENDIAMO
IL MIO AVVOCATO HA PRESENTATO NUOVA ECCEZIONE DI NULLITA’ delle operazioni peritali per tutto quanto, in pillole, indicato sopra ed INTEGRAZIONE all’istanza di avocazione gia’ presentata 
Ed IO HO INTEGRATO CON TALI FATTI DENUNCE QUERELE PROPOSTE CONTRO PM PaPPalardo e contro il Consulente Marini denuncia.
ATTENDIAMO
ABBIAMO CHIESTO COLLOQUIO CON PM dott. NOCERINO CARLO CHE è COASSEGNATARIO  NEI FASCICOLI  ASSEGNATI A PM PAPPALARDO ( COME SUPERVISORE.

ATTENDIAMO
ABBIAMO CHIESTO APPUNTAMENTO AL PROCURATORE GENERALE PRESSO LA CORTE D’APPELLO DI BRESCIA.
ATTENDIAMO
 
 


Udienza del 21 Gennaio 2020

Il giorno 21 Gennaio 2020 il Giudice per le indagini preliminari ha giustamente deciso di fare chiarezza sulla vicenda chiedendo al Pubblico Ministero di acquisire e presentare i files audio riferibili a me, Carosiello Francesco, rinviando l'udienza al 30 Aprile 2020.

Il PM DR. Pappalardo riconferma l'incarico al consulente Cesare Marini.
E' da tenere in considerazione che sia il Dr. Pallalardo che il consulente Cesare Marini sono stati da me denunciati! Nonostante la denuncia e come si legge anche nell'ordinanza del GIP di Brescia che il consulente abbia errato ( ERRORE tecnico dice il GIP), è stato nuovemente incaricato. 
 

ERRORE: è stato di negligenza o volontario?